te lo giuro.. quando sono arrivata in cima a quella piccola salita ho pensato subito: ”caspita, ma alan si faceva ogni volta questa salita per arrivare a casa?” non ebbi molto tempo per riflettere, poiché mi girai e mi ritrovai davanti alla porta che tu attraversavi ogni giorno, davanti alla porta dietro la quale si trova la dimora di una delle persone che ormai è entrata nel mio cuore e non ne uscirà più. essere lì quel giorno, mi ha dato un emozione unica, ma non la classica da pianto, proprio un'emozione nuova. mi sono sentita felice, orgogliosa di me e in poco tempo i 400km circa che ho fatto per arrivare fino a qui, sono stati ricompensati e dimenticati totalmente. la cosa buffa è aver trovato il proprio posto felice così lontano. ricordo ancora quella sensazione di malinconia, come se tu potessi uscire da un momento all'altro da quella porta, come se tua moglie potesse uscire da un momento all'altro. era quella sensazione di quando hai il cuore in gola, quella che non sai spiegare a parole. ricordo ancora che la sera, dopo aver cenato, io e papà abbiamo fatto una passeggiata e io sono voluta passare davanti a casa tua per “salutarti” un'ultima volta prima di tornare, beh mi ritrovai davanti un rospo enorme, che mi fissava in continuazione e, nonostante mi spaventai e feci un sobbalzo, lui rimase lì fermo ad osservarmi per tutto il tempo. ma vogliamo parlare del ristorante? La Vecchia Oliviera, come scordarmi questo nome, mi rimarrà impresso per sempre.. io e papà eravamo entrati per caso, spinti dalla fame ed inconsapevoli di tutto, soprattutto io.. chiusa nella mia timidezza pregai papà di domandare al cameriere che ci ha serviti quella sera se ti conoscesse, ma lui sfortunatamente disse di no, ma che aveva conosciuto tua moglie e ci disse qualcosa su di lei, ero comunque felice di questo. ci informò anche che il proprietario del ristorante ti conosceva, ma per un motivo o per un altro quella sera non lo vidi.. ero un po' giù all'idea di avere davvero poche informazioni in più su di te, ma il caso volle che la mattina seguente incontrai il proprietario del ristorante, proprio poco prima di ripartire verso casa. ci fermammo a parlare con lui e ci disse tante cose belle sul tuo conto, in quel momento i miei occhi si illuminarono ammaliati dalle parole che diceva su di te e la mia mente iniziò a vagare, cercando di immaginare tutto ciò che mi stava raccontando. eri un tipo che adorava bere un po' di vino in compagnia, che non amava uscire di casa e per questo quasi sempre Rima andava a fare la spesa. mi piaci ancora più di prima. avevo quasi paura di una delusione, che non fossi come immaginavo (il mio cuore non avrebbe retto) invece sono uscite fuori cose di te che mi stanno facendo apprezzare ancora di più la tua persona. grazie di tutto, grazie dei capolavori che hai donato a noi fans e della tua bontà d'animo. da questo ho imparato che nella tua timidezza eri molto coraggioso, spero di poter diventare come te un giorno.
Giorgia